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Marcello
Vento nasce a Roma nel 1949.
Oltre che un talento naturale, è considerato un virtuoso
delle percussioni. Inizia la sua attività nel quintetto
romano Alberomotore con Maurizio Rota (voce, percussioni),
Adriano Martire (tastiere), Fernando Fera (chitarra) Glauco
Borelli (basso, voce) con i quali realizza l’album
Il grande gioco, |
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nel 1974 con due diverse case discografiche, la Car
Juke Box e la Intingo, a distanza di pochi mesi, e due
45 giri (Landru/Il giardino dei Lillà,
entrambi da Il grande gioco, e gli inediti
Messico lontano/ Mandrake, il primo per la
Car Juke Box, il secondo per la Intingo nel ‘75).
Li produce Ricky Gianco, che è anche il loro
scopritore. |
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| Le
composizioni sono in stile con l’epoca, risentendo di
sonorità rock americane e d’influenze proprie
dell’era dei cantautori. Nel 1976 Marcello Vento partecipa
a una tournée in Africa entrando a far parte del Canzoniere
del Lazio che, sorto nel 1972 con l’obiettivo di riproporre
fedelmente canti popolari dell’Italia centrale, è
considerato storicamente tra i massimi esempi di folk progressivo
in Italia soprattutto per le elaborazioni della seconda metà
degli anni Settanta. |
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| La
formazione con Marcello Vento include Clara Murtas (voce,
percussioni), Carlo Siliotto (violino, piano, percussioni,
voce), Pasquale Minieri (basso, chitarra), Maurizio Giammarco
(sax, flauto, piano, percussioni), Giorgio Vivaldi (percussioni)
e incide due album: Miradas nel 1977, prodotto da
Paolo Tofani degli Area e nel quale sono evidenti le influenze
dell’esperienza musicale africana, e Morra
nel 1978, con tre lunghe composizioni dove il Canzoniere del
Lazio esprime tutta la sua versatilità, entrambi pubblicati
dall’etichetta Cramps. In realtà Morra,
che ebbe come titolo provvisorio A risciacquà li
piatti e la paura, contiene composizioni registrate insieme
a quelle di Miradas, ma non incluse in quel disco.
Popolare nel movimento giovanile, il Canzoniere del Lazio
partecipa nel febbraio 1977 al VII Festival Internazionale
della Canzone Politica a Berlino |
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Est,
ricevendo dal pubblico tedesco orientale una calorosa accoglienza.
Nel 1978 Pasquale Minieri e Giorgio Vivaldi realizzano un
album di folk progressivo mediterraneo, Carnascialia,
dal nome delle antiche feste pagane dalle quali scaturisce
il Carnevale, al quale partecipano, oltre a Marcello Vento,
alcuni dei migliori musicisti di quel periodo:
Demetrio Stratos, Mauro Pagani, Piero Brega, Carlo Siliotto,
Maurizio Giammarco, Clara Murtas, Walter Calloni, Danilo Rea.
Dopo alcuni concerti, nel 1979 la formazione si scioglie e
Carnascialia
rimane nella storia del pop rock italiano come la coda, aperta
alla sperimentazione e alla nascente world music, dell’esperienza
musicale del Canzoniere del Lazio. In seguito Marcello Vento
ha una lunga carriera come musicista jazz e insegnante di
batteria, fino al lavoro con Jenny Sorrenti che esalta anche
le sue qualità compositive e di arrangiamento. |
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Particolarmente versatile dal vivo, dove valorizza al massimo
le sue doti d’improvvisatore, Vento si caratterizza
nel panorama musicale italiano per le sue doti di sperimentatore
che lo portano talvolta anche a ideare, realizzare e perfezionare
gli strumenti con i quali suona.
INTERVISTA
A FABRIZIO ZAMPA
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