<%@LANGUAGE="VBSCRIPT"%> Jenny Sorrenti - Sito ufficiale
 
«Il progetto di Medieval zone è nato insieme ad Umberto. È un disco scaturito dal desiderio di voler esprimere il mio lavoro di ricerca sulle musiche del mare, e il modo di usare la voce che avevo raffinato nel tempo. È stato un discorso lungo perché doveva prendere forma: abbiamo iniziato a lavorarci nel 1996, l’abbiamo pubblicato alla fine del 2001. Un po’ tutti i lavori miei, a dire il vero, hanno richiesto parecchio tempo per l’elaborazione. Questo, però, ha assorbito necessariamente un tempo indefinito. Dal punto di vista tecnico e musicale, abbiamo sperimentato parecchio prima di arrivare a un risultato finito. È stato complicato arrivare a trovare l’equilibrio di sonorità che volevamo. Perciò, abbiamo realizzato molte composizioni prima di scegliere quelle da registrare. Rispetto agli altri miei dischi c’era un approccio nuovo, perché era la prima volta che cantavo in lingue antiche: era più difficile pensare di cantare che non farlo davvero e registrare! Erano anni che non registravo, per cui volevamo essere sicuri di quello che facevamo uscire. Oltre che nell’organizzazione, nella ricerca e nella produzione, Umberto ha preso parte a Medieval zone con una ricerca nelle arti visive, nell’immagine. Per il video de La belle se sit, è ricorso a un famoso film muto su Giovanna d’Arco che è andato a cercare a Londra in un archivio. Ricordo che ce lo vedemmo in una stanzetta, lui estrapolò alcune immagini e poi, per il video, ricostruì alcune scene.
Suspiro, inserita come canzone conclusiva con l’introduzione storica di Pino Daniele tratta dalle registrazioni del 1976, mi ricollegava al mio passato».