<%@LANGUAGE="VBSCRIPT"%> Jenny Sorrenti - 1981-2000
 

Poi … silenzio. Poi “Lezioni di canto”… Fino a oggi. Lei e Umberto. Un disco che inizia due anni fa e non è ancora finito.

Da Song ’e Napule

 
Iniziai a studiare canto da privatista al Conservatorio. Lo feci a Napoli, a Benevento e a Campobasso. Fino ad allora avevo cantato per talento naturale, senza pormi molti problemi. All’inizio degli anni Ottanta ritenni giunto il momento di conoscere, e calibrare, le possibilità espressive del mio canto. Non ho mai preso il diploma, ma ho imparato tutto quello che ritengo utile alle mie potenzialità di cantante. Ancora oggi mi dedico allo studio, e canto lirica almeno una volta alla settimana. In quegli anni misi a frutto la mia esperienza di cantante d’avanguardia elaborando delle tecniche personali, anche ricorrendo a tecniche di yoga. Incominciai a insegnare, nello studio di Napoli al Petraio dove poi registrammo con Umberto Medieval zone, canto moderno, jazz, tecnica d’impostazione naturale della voce, che attinge a fondamenti di lirica e a mie esperienze di tecnica personalizzata. Ho insegnato canto per almeno dieci anni. Nel frattempo mi occupavo delle colonne sonore di performance teatrali e d’immagini insieme a Umberto e agli amici del teatro. La più importante performance alla quale ho partecipato è stata probabilmente Il regno del vento, che si tenne in occasione di Futuro remoto, una grande manifestazione alla Mostra d’Oltremare di Napoli.
La colonna sonora non fu mai registrata. Ne fa parte The kingdom of the sun, poi incisa per Medieval zone. Quando è capitato, ho fatto anche qualche concerto. Nulla, però, di programmato o di ufficiale, perché non volevo né registrare né fare concerti stabilmente. Spesso andavo a Londra con Umberto, e capitava di suonare nei pub. È successo anche in Irlanda. Una volta suonai con uno dei miei miti del folk angloceltico: Bert Jansch.
Attraverso lo studio della lirica incominciai a interessarmi ai canti del Duecento, del Trecento. M’incuriosivano i canti popolari anonimi, perché c’è la libertà di reinterpretarli e rielaborarli. Nacque così la curiosità di vedere come un’artista che veniva dal progressive potesse interpretare il gotico, il medievale. Penso che la distanza tra l’antico e il rock sia lieve, e che in fondo siano mondi molti vicini. Le melodie medievali, ad esempio, hanno dei tempi irregolari che si prestano a essere rielaborati. Così avviene per le cantigas, la musica in lingua doc, in lingua d’oil, quella dei trovatori. Ho incominciato un’attività di ricerca nei miei viaggi in Inghilterra e in Irlanda. Sentivo questa musica molto mia, per cui ho pensato che potevo riprendere a comporre riproponendo della musica antica. Così è iniziato il percorso che è arrivato fino a Medieval zone. È stata l’acquisizione della consapevolezza delle mie origini. Mi ero riavvicinata alla sala d’incisione nel 1993 cantando con Alan in una nuova versione della sua canzone Sienteme, nella quale suona anche James Senese. Nel 1999 le ricerche mie e di Umberto sulle musiche del mare ci hanno
portato a realizzare il portale www.celticanapoletana.it. Tre anni prima avevamo incominciato a provare per Medieval zone. Nel frattempo partecipai a varie compilation con canzoni edite e inedite, tra cui quella di Renato Marengo e Michel Pergolani Song ‘e Napule. Ripresi fare concerti da dove ero partita, trent’anni prima, con
i Saint Just: il Teatro Mediterraneo di Napoli. Avvenne il 2 dicembre 2001 al grande concerto organizzato da Lino Vairetti per i trent’anni degli Osanna. C’erano Peter Hammill, Antonio Onorato, Patrizio Fariselli, Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese del Banco, Gianni Leone del Balletto di Bronzo. Umberto fu premiato con una targa alla carriera. Con Danilo Rustici degli Osanna improvvisai un duetto di voce e chitarra. Ero tornata».
 
Ho trascorso molto tempo ad aspettare,
molto tempo a essere sospinta dal vento.
Ho trascorso molto tempo a cercare
attraverso la gente che ho conosciuto.
Oh, se tu volessi e potessi
adeguarti alla mia nuova immaginazione.

Nick Drake, Northern sky