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Poi
… silenzio. Poi “Lezioni di canto”… Fino a
oggi. Lei e Umberto. Un disco che inizia due anni fa e non è
ancora finito.
Da
Song ’e Napule
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Iniziai
a studiare canto da privatista al Conservatorio. Lo feci
a Napoli, a Benevento e a Campobasso. Fino ad allora avevo
cantato per talento naturale, senza pormi molti problemi.
All’inizio degli anni Ottanta ritenni giunto il momento
di conoscere, e calibrare, le possibilità espressive
del mio canto. Non ho mai preso il diploma, ma ho imparato
tutto quello che ritengo utile alle mie potenzialità
di cantante. Ancora oggi mi dedico allo studio, e canto
lirica almeno una volta alla settimana. In quegli anni misi
a frutto la mia esperienza di cantante d’avanguardia
elaborando delle tecniche personali, anche ricorrendo a
tecniche di yoga. Incominciai a insegnare, nello studio
di Napoli al Petraio dove poi registrammo con Umberto Medieval
zone, canto moderno, jazz, tecnica d’impostazione
naturale della voce, che attinge a fondamenti di lirica
e a mie esperienze di tecnica personalizzata. Ho insegnato
canto per almeno dieci anni. Nel frattempo mi occupavo delle
colonne sonore di performance teatrali e d’immagini
insieme a Umberto e agli amici del teatro. La più
importante performance alla quale ho partecipato
è stata probabilmente Il regno del vento,
che si tenne in occasione di Futuro remoto, una
grande manifestazione alla Mostra d’Oltremare di Napoli.
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La colonna sonora non fu mai registrata. Ne fa parte The kingdom
of the sun, poi incisa per Medieval zone. Quando
è capitato, ho fatto anche qualche concerto. Nulla, però,
di programmato o di ufficiale, perché non volevo né
registrare né fare concerti stabilmente. Spesso andavo
a Londra con Umberto, e capitava di suonare nei pub. È
successo anche in Irlanda. Una volta suonai con uno dei miei miti
del folk angloceltico: Bert Jansch. |
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Attraverso
lo studio della lirica incominciai a interessarmi ai canti del
Duecento, del Trecento. M’incuriosivano i canti popolari
anonimi, perché c’è la libertà di reinterpretarli
e rielaborarli. Nacque così la curiosità di vedere
come un’artista che veniva dal progressive potesse
interpretare il gotico, il medievale. Penso che la distanza tra
l’antico e il rock sia lieve, e che in fondo siano mondi
molti vicini. Le melodie medievali, ad esempio, hanno dei tempi
irregolari che si prestano a essere rielaborati. Così avviene
per le cantigas, la musica in lingua doc, in
lingua d’oil, quella dei trovatori. Ho incominciato
un’attività di ricerca nei miei viaggi in Inghilterra
e in Irlanda. Sentivo questa musica molto mia, per cui ho pensato
che potevo riprendere a comporre riproponendo della musica antica.
Così è iniziato il percorso che è arrivato
fino a Medieval zone. È stata l’acquisizione
della consapevolezza delle mie origini. Mi ero riavvicinata alla
sala d’incisione nel 1993 cantando con Alan in una nuova
versione della sua canzone Sienteme, nella quale suona
anche James Senese. Nel 1999 le ricerche mie e di Umberto sulle
musiche del mare ci hanno |
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portato a realizzare il portale
www.celticanapoletana.it. Tre anni prima avevamo incominciato
a provare per Medieval zone. Nel frattempo partecipai a
varie compilation con canzoni edite e inedite, tra cui
quella di Renato Marengo e Michel Pergolani Song
‘e Napule. Ripresi fare concerti da dove ero partita,
trent’anni prima, con |
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i Saint Just: il Teatro Mediterraneo di Napoli. Avvenne il 2 dicembre
2001 al grande concerto organizzato da Lino Vairetti per i trent’anni
degli Osanna. C’erano Peter Hammill, Antonio Onorato, Patrizio
Fariselli, Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese del Banco, Gianni
Leone del Balletto di Bronzo. Umberto fu premiato con una targa
alla carriera. Con Danilo Rustici degli Osanna improvvisai un
duetto di voce e chitarra. Ero tornata». |
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Ho
trascorso molto tempo ad aspettare,
molto tempo a essere sospinta dal vento.
Ho trascorso molto tempo a cercare
attraverso la gente che ho conosciuto.
Oh, se tu volessi e potessi
adeguarti alla mia nuova immaginazione. Nick
Drake, Northern sky
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